18/01/2010

NUOVO SITO DEL KOLLETTIVO STUDENTI AUTORGANIZZATI

E' NATO IL SITO DEL KSA...

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25/12/2009

ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI STUDENTI MEDI TORINO 9/10 GENNAIO 2010

TORINO 9/10 GENNAIO 2010 - c/o csoa Askatasuna

Dopo un autunno che ha visto gli studenti scendere nuovamente in piazza, meno numerosi ma sicuramente più determinati dell’anno scorso, riteniamo necessario un momento  di confronto e di definizione con altre realtà studentesche nazionali, sui temi che il movimento ha già saputo toccare e su quelli che caratterizzeranno la futura mobilitazione.

L'Onda Anomala è riuscita a non fermarsi alla semplice contestazione della Riforma Gelmini, la quale mira ad impoverire la qualità dell'insegnamento attraverso tagli e privatizzazioni, individuando il quadro generale in cui essa si inserisce. I provvedimenti presi dagli ultimi governi tendono infatti ad un'aziendalizzazione degli istituti e degli atenei parallelamente all'attuazione di tagli sempre più pesanti, con lo scopo di ridurre le spese che il governo deve sostenere nel campo dell'istruzione pubblica.

In questo senso crediamo che sia importante confrontarsi sul ruolo che la scuola ha assunto in Europa. Perciò è necessario chiedersi se essa sia un luogo deputato alla formazione qualificata degli studenti, che prepari ad un impiego fisso e ben definito, o se piuttosto all'interno dell'economia globale degli stati essa non abbia modificato la sua funzione. Infatti dal momento che il lavoro è sempre più precario, la funzione sociale della scuola sembra ridotta al semplice disciplinamento della futura forza lavoro. Non esistono più scuole professionali che orientino le scelte lavorative degli studenti, ma tutti i diversi indirizzi di studio conducono inevitabilmente a lavori flessibili e precari.
Riteniamo ancor più essenziale ragionare sulla valenza contraddittoria della scuola, che, in quanto spazio in cui gli studenti vengono inevitabilmente a contatto, è anche luogo di una socialità che possa formare una coscienza emancipata da schemi prefissi. Grazie a questa ambivalenza della scuola crediamo sia possibile e necessario praticare forme di autorganizzazione che, dalle assemblee, alle aule autogestite, ricrei un immaginario collettivo alternativo in grado di produrre conflittualità.
L'autogestione di momenti e luoghi è un punto di partenza importante verso il percorso di riappropriazione di saperi, spazi, servizi, che è stata la parola d’ordine uscita dalla scorsa assemblea nazionale di Napoli e che sarà il motore di numerose iniziative che si terranno in varie città italiane a gennaio. Intendiamo confrontarci nuovamente su questo tema, in quanto, diffondendone la pratica e allargandola ad altri soggetti sociali, pensiamo che sia possibile far venire a galla soggettività e aspirazioni, coscienti dell'inefficacia del welfare statale. Proprio in questo contesto di crisi infatti, gran parte dei soggetti sociali storicamente conflittuali sta prendendo consapevolezza di come lo stato non sia in grado di attuare seri provvedimenti di arginamento della crisi, ma di come tutti gli interventi istituzionali abbiano per esito di rimandare a un domani sempre più prossimo le sue conseguenze.
Molti sono i bisogni sentiti dagli studenti nella vita di tutti i giorni: dai trasporti e dai libri di testo (sempre più cari ogni anno) ad un tempo che sia libero realmente. La riappropriazione è forse una delle poche risposte che possiamo darci, poiché  essa viene a contrattaccare l’imposizione di tempi e aspirazioni prestabiliti in ogni sfera della vita rubata agli studenti.
Non possiamo poi non spenderci nel discorso sulla repressione che lo stato sta mettendo in atto ad ogni livello, per contrastare il movimento. Ormai gli studenti di tutta Italia sanno cosa vogliano dire cariche in piazza e denunce, e ovunque questi provvedimenti non hanno fatto altro che riaccendere le proteste. Durante l’assemblea torinese crediamo che si dovranno tracciare delle linee di risposta specifiche ai metodi di controllo usati dalla polizia e anche riguardo a queste riteniamo fondamentale aprire un momento di dibattito per andare a tracciare un’analisi di come la polizia le stia rinnovando. All’occhio di tutti è infatti il nuovo metodo utilizzato dalla digos in piazza, che tenta di evitare con ogni mezzo lo scontro fisico, e cerca invece spazi di complicità con i militanti, in modo da ridurre il momento del corteo ad una parata autorizzata e senza incidenti. Crediamo che un atteggiamento di lucida riflessione vada assunto, nel momento in cui le questure attaccano il movimento e che vadano allontanati per sempre quegli atteggiamenti di vittimismo che hanno già fatto capolino sulla scena nazionale. Sia che venga per mezzo di ragionate denunce o per mezzo di cariche sfuggite di mano, la repressione è l’atto scontato di un’istituzione che si veda attaccata da un movimento di massa.
Kollettivo Studenti Autorganizzati
PROGRAMMA ASSEMBLEA
Sabato 9 Gennaio
Ore 15:00 Inizio assemblea: interventi aperti delle realtà nazionali.
Ore 19:00 Cena
Ore 22.00 Concerto studentesco
Domenica 10 Gennaio
Questi saranno i temi che andranno ad essere trattati nell’assemblea e nei tavoli di lavoro del secondo giorno.
Ore 10:00 Inizio tavoli di lavoro (Proposte: analisi della scuola e del movimento;
welfare e riappropriazione; repressione e antifascismo)
Ore 13:00 Pranzo
Ore 15:00 Continuazione tavoli di lavoro
Ore 17:00 Assemblea finale con relazione dei tavoli, proposte etc.
L'assemblea si terrà al C.S.O.A. Askatasuna, Corso Regina Margherita 47
Per informazioni/partecipazioni:
Gabriele 3400946815
Nanni      3315985618

14/12/2009

Conferenza stampa

Video cariche polizai

11/12/2009

"Potete picchiarci, non spaventarci!!"

 

S5000686.JPGE' stata una lunga giornata quella di oggi 11 dicembre 2009, giornata di mobilitazione in tutta Italia in occasione dello sciopero nazionale indetto dalla CGIL. In 1500 siamo scesi in piazza a Torino, portando i contenuti usciti dall'assemblea nazionale degli studenti medi che si è tenuta all'inizio della settimana a Napoli. Le parole d'ordine: precarietà, autorganizzazione, No al caro libri e al caro trasporti e soprattutto riappropriazione degli spazi e dei diritti studenteschi. Già al concentramento si è vista da parte della questura l'intenzione di osteggiare gli obiettivi che noi studenti ci eravamo posti per il corteo, imponendoci fin da subito un percorso già deciso a tavolino dai funzionari della digos.

Senza farci intimorire dalle solite minacce, abbiamo ugualmente messo in pratica diverse iniziative: durante la manifestazione abbiamo attacchinato alle fermate dei pullman numerosi manifesti contro il caro trasporti, primo punto di una campagna nazionale per l'autoriduzione indetta dall'assemblea nazionale. Sulla vetrina di una sede della banca San Paolo abbiamo scritto lo slogan che ha caratterizzato il movimento dell'Onda Anomala “noi la crisi non la paghiamo”. Subito dopo la sede del ministero dell'istruzione è stata colpita da un simbolico lancio di uova, accompagnato da un'iniziativa dell' ITIS Avogadro che ha realizzato un esperimento da laboratorio per denunciare la mancanza di fondi dovuta ai tagli previsti dal pdl Aprea e dal decreto Gelmini. 

Il culmine della mattinata è stata la deviazione del corteo in una via secondaria per raggiungere la sede della Provincia, dove ci siamo trovati davanti uno schieramento di poliziotti in assetto anti-sommossa e una blindata ad impedirci il passaggio. Subito siamo stati travolti da due pesanti cariche (immotivate), in seguito alle quali abbiamo contato diversi feriti anche tra gli studenti dei primi anni di liceo, di cui due gravi all'ospedale.

S5000741.JPGAlla fine della manifestazione ha avuto luogo una conferenza stampa per denunciare la brutalità con la quale le forze dell'ordine hanno cercato di sedare la nostra protesta, subito seguita da un presidio sotto alla RAI, dove abbiamo richiesto di essere intervistati da una delegazione di giornalisti per raccontare gli avvenimenti della mattinata. 

Nel pomeriggio ha avuto luogo un'assemblea ai Giardini Reali in contemporanea con un blocco in via Po che si riproponeva di andare a creare un momento assembleare di chiusura della giornata. In una situazione di totale blindatura delle vie circostanti, di fronte al nostro rifiuto di spostarci siamo stati letteralmente trascinati via di peso da un drappello di poliziotti e carabinieri in anti-sommossa nonostante opponessimo una resistenza passiva. Formando un corteo spontaneo siamo poi ritornati presso la sede della facoltà di lettere, concludendo così la giornata. Quello che è successo oggi è sintomo della nostra determinazione nel dare una continuità al movimento nonostante la repressione sempre più dura con la quale ogni giorno dobbiamo fare i conti.

Oggi abbiamo dimostrato a chi ci vuole ignoranti che non potranno mai contare sul nostro silenzio, ma solo sulla nostra rabbia.

KSA _ Kollettivo Studenti Autorganizzati
Studenti medi di Torino
Leggi Infoaut.org - L'informazione di parte

 

25/11/2009

LA RADIO DEGLI STUDENTI

 

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24/11/2009

Torino: studenti medi occupano

Diversi licei ed istituti Tecnici  sono stati occupati nelle ultime 24 ore nella città di Torino e nel comprensorio urbano della 1a cintura.  Al momento si registrano: il 1° Liceo Artistico, l'Itc Rosa Luxembourg, gli scientifici Giordano Bruno e Copernico. L'Aldo Moro di Rivarolo è al momento in autogetione. Previste per domattina 2 istituti di Nichelino e altri 3 licei della città.


Le ragioni che spingono all'iniziativa: il malcontento sempre più diffuso (ora trasformantesi in mobilitazione) contro gli effetti della "riforma" Gelmini che, tagliando a man bassa, rischia di far chiudere (quando già non abbia chiuso) sperimentazioni e laboratori di molte scuole.
Al centro delle proteste anche un forte pronunciamento contro le recenti cariche ed operazioni repressive di Milano e Torino.

Dopo il grande corteo di martedì 17 novembre e il blitz in casa Pdl contro la visita della Ministra, gli studenti medi continuano a prendere parola e a mobilitarsi per costruire approfondimenti, consapevolezza,autorganizzazione contro chi gli sfascia programmaticamente il futuro. 

21/11/2009

COMUNICATO STAMPA 20 nov 09

Oggi, 20 novembre 2009, circa 200 studenti medi e universitari si sono radunati a palazzo nuovo dalla mattina per contestare la presenza del ministro Gelmini nella nostra città. Erano presenti giovani di diverse scuole superiori e studenti dell’università e del politecnico. Il primo dato della giornata è stato il tentativo del ministro di mantenere il segreto su ogni suo spostamento, fatto che dimostra l’estrema impopolarità delle sue politiche, dei suoi tagli e delle sue riforme, che producono contestazioni in tutta Italia, come è avvenuto il 17 novembre, e rendono la sua presenza sgradita a studenti, insegnanti e precari in ogni città.

Il tour gelminiano è iniziato da Rivoli, dove il ministro è andato a cercare i flash dei fotografi per un puro risvolto di immagine; in realtà sappiamo bene di chi sono le responsabilità della morte di Vito, cioè precisamente di chi rende impossibile, con i tagli e l’attacco alla scuola pubblica, una reale manutenzione degli edifici scolastici. Non basterà certo dare a Vito il nome di una scuola per riparare il crimine di chi mette a repentaglio giorno per giorno le vite degli studenti.

Il presidio studentesco si è mosso verso le 13.00 verso il Miur, dove era annunciata la presenza del ministro, che non si è fatto vedere. Dopo una breve occupazione degli uffici del ministero contro tagli e riforma dell’università – un ddl che svende l’università ai privati e diminuisce gli spazi di democrazia negli atenei – un corteo si è diretto alla sede del Pdl, dove era prevista una tappa della Gelmini. Qui si è avvicinato all’ingresso per portare la contestazione alle politiche del ministro e del suo partito, ma è stato aggredito da alcuni esponenti del Pdl con pugni e cinghie. Tra loro spiccavano il consigliere Ravello, Malan e il poco onorevole Ghiglia, sempre in cerca della provocazione e della rissa per attaccare gli studenti che contestano le loro politiche. Non ci stupiranno le loro sicure strumentalizzazioni.

Dopo l’aggressione di Ravello e Ghiglia, quest’ultimo armato di cinghia nell’atto di gridare “io non vi picchio, io vi sciolgo nell’acido” (wow! Le “istituzioni”…), giungevano sul luogo una ventina di agenti della celere che, correndo, verso il portone, spingevano gli studenti nell’androne del palazzo e iniziavano a manganellare e a prendere a calci studentesse e studenti (e persino qualche giornalista), alcuni ai primi anni del liceo, nello sconcerto generale. L’ennesima dimostrazione del fatto che in questo paese – si pensi agli arresti di Milano a danno di studenti medi e universitari – non è più possibile il dissenso studentesco: l’unica risposta del governo e del ministro è la violenza. Anche in questo caso la Gelmini non si è fatta vedere.

Dopo questo episodio un corteo anche più numeroso ha raggiunto la Fondazione S. Paolo per la Scuola in via Lagrange, dove secondo fonti giornalistiche il ministro avrebbe fatto tappa, ma anche qui ha dato forfait. Il bilancio della giornata è quindi quello di un ministro fantasma, che fugge gli studenti – che fanno comodo, evidentemente, solo da morti – di politici locali cinquantenni di destra armati di cinghia contro i liceali, di cariche folli e indiscriminate contro gli studenti, con un bilancio, tra di noi, di diversi feriti.

CHIEDIAMO CAMBIAMENTI CI DANNO POLIZIA

QUESTA E’ LA LORO DEMOCRAZIA

Studentesse e studenti medi, dell’università e del politecnico contro il ministro Gelmini

La Gelmini visita Torino. L'Onda la vuole contestare. An e Polizia aggrediscono gli studenti!

 

immagine-1-4b06d3ea9d7f0.pngE' stata una lunga giornata quella di oggi per gli studenti torinesi. Medi e universitari si sono autorganizzati fin dalla mattinata per preparare l'accoglienza all'indesiderata ministra.


Ministra che si prepara una visita 'bulgara' (sotto tono e non annunciata) alla scuola Darwin di Rivoli dove lo scorso anniomorì Vito Scafidi per il crollo strutturale del soffitto dell'edificio scolastico. La ministra incontra la famiglia e promette l'intitolazione della scuola al giovane (come richiesto già un anno fa dagli studenti) senza però fare niente per invertire la tendenza di (mancato) sostegno strutturale alla Formazione. I tagli, infatti, permangono; per compensarli val ben il contentino di un nuovo battesimo.

Gli studenti improvvisano per tutta la mattinata presidi e contestazioni (soprattutto al Miur) per poi recarsi in corteo ad una sede cittadina del Pdl dove, giunge voce, si starebbe recando la ministra. Arrivati a destinazione, gli studenti trovano ad aspettarli un nutrito drappello di poliziotti in assetto anti-sommossa e due "mastini" locali di Alleanza Nazionale, Ghiglia e Ravello, che senza lesinare, attaccano gli studenti a pugni e insulti. Solo dopo interviene la Polizia, caricando gli studenti a manganellate.


Alle 17 gli studenti protagonisti della contestazione hanno organizzato una conferenza stampa a Plaazzo Nuovo. Ascolta gli interventi:

 

19/11/2009

Centri Sociali: sgomberare tutto?… Prudenza

chiamparino-trota-4b02f5aa84cf2.jpgIl quindicinale tavolo sulla sicurezza, declinato negli ultimi tempi a “tavolo sull’emergenza centri sociali” avanza trainato da una decisione che sembra esser dettata più dal battage mediatico che dalle intenzioni reali del ceto politico cittadino.
L’amministrazione insomma, dà segni di nervosismo: il Podestà Chiamparino e il Prefetto Padoin (sempre più a braccetto) hanno mal digerito l’irruzione pubblica dei centri sociali e delle case occupate al Torino Film Festival di venerdì sera. Il sindaco ha dovuto rinunciare ad una serata di gala e la cosa non gli è andata proprio giù… probabilmente pregustava l’ennesima sbornia di flash con qualche celebrità da prendere in braccio… Gli è andata male: gli spazi occupati si son presi la scena e pare proprio che il blitz abbia suscitato il consenso e l’ammirazione di buona parte del pubblico che non ha lesinato un generoso applauso (l’altra metà, tollerava con simpatia).

 

Insomma, gli spazi sociali dimostrano di non essere quel ghetto di emarginazione a cui vorrebbe ridurli il sindaco e una destra cittadina che continua a cuocerselo a fuoco lento a suon di interpellanze e polemiche strumentali, complici i mestieranti a libro paga Massimo Numa e l’intera redazione di Torino Cronaca.
La compattezza e l’unità d’intenti sembrano insomma scricchiolare un po’. Nonostante i titoli roboanti dei quotidiani, tra le righe degli articoli, in mezzo alle dichiarazioni, emergono le incertezze e i distinguo di sorta. Chiamparino invoca “prudenza”. Il taliban della fermezza e del pugno duro Carossa (forse calmierato dal sotto-segretario agli interni Davico) tira i remi in barca e ammette di essere consapevole che “realtà così radicate in città da più di 15 anni non si possono debellare certo.. così in 15 giorni”… e già!

La palla torna quindi all’eterno Ghiglia, mastino sempre uguale a se stesso che, incapace di pronunciarsi su uno qualunque delle emergenze reali che interessano la città, volentieri gioca il ruolo di duro e invoca “Tolleranza Zero”.
Nel Pd (un partito “leggero” perché inesistente) covano contraddizioni insolubili: per un decisionista come Giorgis, che ben si presta a un agenda tutta dettata dalla destra,  molti sono quelli che non sanno che pesci pigliare. I più, tra loro, si staranno chiedendo:  ” Che sta combinando Chiamparino?
La Bresso poi,  lei ha ben altro a cui pensare…

Aspettando con curiosità di leggere il parto del tanto declamato “testo comune e unitario”, un mese e due tavoli dopo, la partita è ancora tutta da iniziare è non è chiaro chi si prenderà la briga di sferrare il calcio d’inizio…

 

Tratto da Infoaut_Torino

17/11/2009

COMUNICATO CORTEO 17-11

Oggi 17 novembre, giornata internazionale per il dirittto allo studio, gli studenti sono tornati a riempire le strade di Torino. In questa giornata di mobilitazione, indetta dal Collettivo Studenti Torino, siamo scesi in piazza insieme a universitari, precari della ricerca e biblio-cooperativisti, per ribadire la nostra ferma opposizione ai tagli voluti dal governo, al pdl aprea, alla “riforma” Gelmini e ai finanziamenti pubblici alle scuole private, come i buoni scuola.

La manifestazione si è aperta con un lungo applauso dedicato allo studente di Rivoli morto l'anno scorso per il crollo del controsoffitto della sua aula

Il corteo, formato da circa 10'000 persone, si è quindi snodato per le vie della città con l'intenzione di non limitarsi ad una semplice sfilata ma di andare a colpire simbolicamente i responsabili della crisi e dei tagli.

In questa direzione si sono mosse le iniziative dei collettivi delle scuole, spesso e volentieri descritte  in malafede dai giornali come azioni prive di senso o addirittura veri e propri atti di vandalismo.

Il collettivo Gobetti ha simulato una rapina davanti ad una banca ed il bottino è stato poi portato davanti al Miur, mentre un ragazzo dal sound System spiegava che la grave situazione finanziaria in cui si trova la scuola dopo i recenti tagli ha spinto gli studenti ad andare a cercare i soldi nel posto dove essi sono tenuti, cioè le banche.

Il Miur, in quanto edificio simbolo degli interventi del governo sulla scuola, è stato inoltre fatto oggetto di un fitto lancio di uova e carta igienica.

Abbiamo poi voluto porre l'attenzione sulla disastrosa condizione in cui versano le struttutre scolastiche. Per questo motivo, diversi collettivi delle scuole della città hanno rovesciato secchi e carriole piene di calcinacci davanti alla Provincia, mentre una cartello rivendicava l'iniziativa: “Ecco quel che è rimasto delle nostre scuole: prendetevi anche questo”.

Il collettivo Berti, al termine del corteo, ha inoltre voluto sottolineare la difficile situazione della propria scuola, di proprietà della fondazione San Paolo, bruciando una banca di cartapesta.

Il corteo è stato aperto da un unico striscione dietro del quale si sono susseguiti gli striscioni autoprodotti negli spezzoni autogestititi dei collettivi delle scuole torinesi.

É importante sottolineare che la manifestazione è stata totalmente autorganizzata: i vari sindacati e partitini che periodicamente cercano di mettere il cappello sulla mobilitazione, non hanno trovato alcuno spazio. Il movimento continua ad essere e a ritenersi irrappresentabile e le pretese delle varie organizzazioni sono state respinte dagli studenti.

 

La giornata di mobilitazione non si è conclusa con il corteo, ma laboratori gestiti dagli studenti si sono susseguiti per tutto il pomeriggio in tre punti della città: a Porta Nuova, in Piazzale Caio Mario e davanti al Miur, per concludere poi con un concerto in Piazza Castello dove si sono esibite diverse band studentesche della città.

 

 

 

09/11/2009

Appello dell'Assemblea Studenti Torino

17 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

 

NON CONTATE SUL NOSTRO SILENZIO

MA SOLO SULLA NOSTRA RABBIA

 

Come ogni anno, il 17 novembre, gli studenti di tutto il mondo scendono in piazza.

Per ribadire l'urgenza di una scuola realmente pubblica ed aperta a tutti, dobbiamo contrastare questo governo che, come quelli precedenti, muove le sue politiche scolastiche verso la privatizzazione degli istituti e un abbassamento della qualità dell'insegnamento.

Indiciamo questa giornata di mobilitazione e di lotta perché non possiamo più accettare che tutto questo passi sotto silenzio.

 

Vogliamo che le nostre scuole non diventino aziende volte al profitto e non alla formazione degli studenti,come stabilito dal pdl Aprea.

 

Vogliamo che la nostra scuola non venga smembrata dalle fondamenta con i licenziamenti al tappeto di insegnanti precari e personale scolastico.

 

Vogliamo che le nostre scuole non ci crollino sulla testa perché governo,regione e provincia non si sognano minimamente di stanziare i fondi necessari all’edilizia scolastica.

 

Vogliamo che lo stato non privilegi quegli studenti già privilegiati,foraggiando le scuole private con quel sopruso dei buoni scuola.

 

Vogliamo che i soldi che ci spettano non siano stanziati per inutili spedizioni militari e guerrafondaie.

 

Vogliamo che tutto ciò non venga fatto sopra le nostre teste.

 

Per tutti questi motivi scenderemo in piazza e continueremo a farlo tutte le volte in cui vedremo ignorati i nostri bisogni e non rispettati i nostri diritti.

 

CONTRO LA “RIFORMA” GELMINI E IL PDL APREA!

CONTRO LA PRECARIZZAZIONE DELLA SCUOLA!

CONTRO I TAGLI ALL'ISTRUZIONE!

CONTRO LA GUERRA!

PER UNA SCUOLA LIBERA E DI TUTTI!!!

 

CORTEO STUDENTESCO PIAZZA ARBARELLO ore 9,00

LABORATORI IN PIAZZA: ore 15

via Pietro Micca (davanti al Miur)

stazione di Porta Nuova

piazza Caio Mario

 

CONCERTO STUDENTESCO PIAZZA CASTELLO dalle ore 18,00

 

http://cst.myblog.it/                                                                                                      cst@gmail.com

 

Collettivo Studenti Torino

05/11/2009

CORTEO STUDENTESCO

 

Flyer corteo 17 novembre.jpg

Giornata Internazionale Per Il Diritto Allo Studio

 

02/11/2009

CORTEO STUDENTESCO

 

manifesto cst.jpg

 

 

17/10/2009

1° Concerto Studentesco Comunicato

COMUNICATO CORTEO DEL 16 OTTOBRE


Oggi 16 ottobre 2009 gli studenti delle scuole superiori hanno invaso le strade di Torino dando vita ad un corteo interamente autorganizzato. A scendere in piazza sono state tutte le scuole della città: dai licei agli istituti tecnici, dal centro alla periferia.

In 10'000,(reali), abbiamo voluto ribadire la nostra determinazione nell'opporci a questa crisi economica incalzante, a tutti gli attacchi all'istruzione pubblica portati avanti in questi anni da parte di governi di tutti i colori; abbiamo voluto dimostrare che noi la crisi non la paghiamo ma che intendiamo crearla ai diretti responsabili di questa situazione.

Durante il percorso abbiamo individuato dei momenti particolarmente significativi che si riallacciano ai contenuti della nostra lotta. All'inizio del corteo abbiamo colpito la Scuola di Applicazione militare con un lancio di uova piene di vernice: questo perché non accettiamo che quei fondi che dovrebbero essere destinati al finanziamento dell'istruzione pubblica vengano impiegati in campo militare per pagare inutili operazioni di guerra.

Altro obiettivo della nostra protesta sono state le telecamere della GTT che, collocate per le strade di tutta la città, vanno a rincarare la dose di tutte quelle spese sempre maggiori che noi studenti dobbiamo affrontare ogni anno per pagarci i trasporti. Non è infatti un segreto che con la scusa della zona ZTL, la GTT utilizzi strumentalmente le telecamere per mandarci a casa multe sempre più salate.

Non ci siamo dimenticati della sede del MIUR, il provveditorato agli studi e alla ricerca di Torino, dove con un lancio di secchiate d'acqua e di gavettoni abbiamo voluto sottolineare che “il MIUR fa acqua da tutte le parti”.

Al termine del percorso studenti medi e universitari hanno inoltre occupato la presidenza della facoltà di lettere per protestare contro l'abolizione delle sessioni d'esame di novembre e aprile, dove ha avuto luogo una conferenza stampa.

Quello di oggi è stato un momento importante per il movimento dell'Onda Anomala: oggi abbiamo dimostrato che il movimento non è morto, ma che c'è ancora la volontà di portare avanti la nostra voce critica. Oggi in 10.000 abbiamo dimostrato che partiti e sindacati non avranno mai presa sugli studenti, non potranno mai farsi portavoce di una protesta irrappresentabile.

Per organizzare la lotta, rilanciamo l'appuntamento settimanale dell'assemblea degli Studenti Contro la Crisi che si riunisce a Palazzo Nuovo tutti i martedì alle 17.00.




KSA - Studenti Contro La Crisi _ Torino